Catasto: in vista novità per gli immobili rurali
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by: ryhab
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Novità in vista sul fronte del catasto. Resta, infatti, appena una settimana di tempo ai proprietari degli immobili rurali per adeguarsi alle novità previste nel decreto del Ministero dell’Economia che detta nuove regole per quanto concerne l’attribuzione della categoria catastale A/6, riferita a tutti quegli immobili che hanno caratteristiche di ruralità. Nel decreto si prevede che il termine per depositare la domanda sia fissato al 30 settembre, data entro la quale tutti i proprietari di immobili già accatastati in altre categorie dovranno presentare presso gli uffici territoriali dell’agenzia del Territorio una domanda di variazione della categoria catastale, in modo che venga attribuita la categoria esatta: A/6 di classe R per le abitazioni e D/10 per i fabbricati strumentali, precisando che ai primi, quelli di classe R, non si verranno attribuire nessuna rendita dall’agenzia del Territorio, a differenza di quelli di classe D/10 che manterranno la rendita.
Ogni proprietario dovrà allegare congiuntamente alla domanda anche un’apposita autocertificazione che attesti il possesso dei requisiti a partire dal 2006 e potrà presentare tutta la documentazione direttamente all’ufficio del Territorio oppure inviarla per posta, fax o posta elettronica. La domanda potrà essere presentata o dal proprietario o da soggetti incaricati, come professionisti o associazioni di categoria degli agricoltori, mentre per quanto concerne il controllo della documentazione, questa sarà affidata alle sedi provinciali dell’agenzia del Territorio.
Per quanto concerne le stime, alcune indagini hanno rivelato che sono centinaia i fabbricati rurali regolarmente accatastati che si sono visti attribuire categorie e classi al Catasto urbano con relativa rendita. Una ventina di anni fa si parlava di circa 5 milioni di costruzioni, ma di queste oggi un terzo è stato abbandonato o abbattuto, un terzo già accatastato o come rurale o per altri scopi. Ne consegue che saranno numerosi gli immobili di categoria A2, A3 o A4 che ora dovranno ritornare in A/6, e questo in virtù della volontà dell’Agenzia delle Entrate di riconoscere la ruralità non solo in base ai requisiti ma anche in relazione all’accatastamento in A/6.
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